18/08/17

Pensiero-Azione-Destino


Elisa Zadi
Performance
“PENSIERO-AZIONE-DESTINO”

Testo critico di Erika Lacava

 

09 settembre 2017, dalle ore 17.00

XXVI Rassegna internazionale “Incontri d’Arte”

a cura di Alessandra Borsetti Venier
La Barbagianna, una casa per l’Arte Contemporanea
 Pontassieve (Firenze), via di Grignano 25
 

Sabato 9 settembre 2017 dalle ore 17:00 Elisa Zadi presenterà al pubblico per la prima volta la performance “Pensiero-Azione-Destino”, in occasione della XXVI Rassegna internazionale “Incontri d'Arte” curata da Alessandra Borsetti Venier presso “La Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea” di Pontassieve, Firenze.

La performance è pensata come un rituale iniziatico-purificatore che metterà in relazione un elemento naturale, un albero di olivo, con il corpo dell’artista. Colori, forme e azioni si susseguiranno in una mutevolezza di accadimenti simbolici e simbiotici fra la donna e l’albero, a cui il pubblico sarà invitato a partecipale dispiegando dei cartigli-xilografie contenenti messaggi che assumeranno la ritualità del dono intesa come gesto d’offerta.

“Pensiero-Azione-Destino” trae ispirazione dall’omonimo testo di Marco Ferrini, filosofo e direttore del Centro Studi Bhaktivedanta di Pisa. In questo saggio viene rivendicato Partendo da questo, l’artista vuole  l’importanza e la potenza del pensiero come azione primaria del nostro essere e della nostra volontà sul realizzarsi del destino.

La performance è vissuta come un momento determinante e catartico della volontà spirituale ed artistica di Elisa Zadi. L'artista mette in discussione sé stessa in un’opera dove arte e vita si fondono e in cui le azioni dell’una determinano e stabiliscono l’esistenza dell’altra. Nel presente in cui si realizza la performance si stabiliscono i principi del proprio futuro. Le azioni performative determinano le scelte prese dalla Zadi che si manifestano attraverso atti compiuti in un preciso momento, hic et nunc, e che generano azioni-rituali che andranno a stabilire il principio del proprio essere e l’avverarsi del proprio destino.

La scena si apre intorno a un albero di olivo. Gli elementi coinvolti trasmettono una sensazione misurata e simmetrica, armonizzata nell’ambiente per colori e posizioni che conferiscono una struttura determinante ed essenziale. L’albero, l’acqua, la terra, il vento, il canto sono elementi che partecipano attivamente alle azioni, creando suggestioni dal riverbero arcaico che riconducono alla forza di un legame fra l’uomo e la natura, in cui la compartecipazione si fa profonda e iniziatica.

La forte motivazione ideologica che spinge Elisa Zadi a confrontarsi e mettersi in discussione in una poliedricità di linguaggi espressivi, dalla pittura, all'installazione, alla performance, non esclude mai l’importanza che l’operare pratico e la resa estetica rivestono nel suo modus operandi. L'artista ha realizzato personalmente gli abiti indossati durante la performance, sia nella modellistica che nella tintura dei tessuti, in modo da “innestare” nell'opera fin dalla sua genesi le modalità del rituale, in cui ogni gesto ha una valenza simbolica. I pigmenti, normalmente usati nei colori con cui la Zadi dipinge, diventano qui il principio colorante dei tessuti e la chiave catartica di svolta tra il sangue e il dolore, rappresentati dal rosso, e la nuova vita, rappresentata dal bianco e dalla trasparenza dell'acqua limpida.

Come molte delle opere performative della Zadi, anche “Pensiero-Azione-Destino” si avvale della partecipazione del pubblico. Spiega Elisa Zadi: “Ho iniziato a desiderare fortemente che il pubblico diventasse parte attiva delle mie opere, non volevo più che fosse solo spettatore. Ho voluto coinvolgerlo in modo che divenisse parte viva e completasse il senso del mio operare in una comunione che ha il potere della condivisione e della con-passione”. “Queste opere”, prosegue, “si compiono soltanto con la partecipazione del pubblico: solo così sento che l’opera può concludersi veramente”.

 

 

Elisa Zadi: l'unione del frammento

Testo critico di Erika Lacava
 

La performance “Pensiero-Azione-Destino” di Elisa Zadi rivela la sacralità e la ritualità insite nel quotidiano attraverso la valenza simbolica altissima e la ieraticità che caratterizza tutta la sua opera, dai ritratti dai volti severi e alteri, alle movenze lente e riflessive delle sue azioni performative.

Le figure e i gesti si fanno essenziali, i corpi e gli oggetti coinvolti diventano essenze, simboli per figurare entità assolute.

Elisa Zadi attinge a piene mani dalla tradizione antica e popolare da una parte e dall'eredità della figurazione pittorica del passato dall'altra. Ritroviamo Velasquez, a cui dedica, per il Museo Pecci di Prato, una riattualizzazione de “Las Meninas”, e Piero della Francesca, i cui affreschi delle “Storie della Vera Croce” ad Arezzo sembrano aver lasciato traccia nelle opere dell'artista, che nella città toscana ha studiato Moda e Costume Teatrale prima di specializzarsi in Arte Sacra all'Università Europea di Roma: due discipline di cui fa tesoro nella sua arte.

Le influenze pierfrancescane sono evidenti nell'opera della Zadi non solo nella personalizzazione e riattualizzazione delle opere del Maestro, come per l'opera installativo-performativa “Blu Guado” ispirata alla Madonna del Parto conservata a Monterchi, ma anche e soprattutto nella visione frammentata e poi ricomposta tipica dei suoi lavori. Se in Piero della Francesca questa visione era riservata ai paesaggi retrostanti le rappresentazioni principali, nella Zadi la visione porzionata è cifra stilistica costante di tutto il lavoro, dagli autoritratti parziali, in cui l'artista accetta di mettersi a nudo con l'onestà di un'anima alla ricerca di sé stessa, mostrando una verità che si rivela solo a tratti, ai polittici costituiti da frammenti di materiali differenti, unificati a posteriori dallo sguardo dello spettatore. Ed è grazie allo spettatore, in un meccanismo simile a quello della psicologia della Gestalt, che la frammentarietà si risolve in un'unità concettuale e metaforica.

Il fruitore nella performance riveste ancora maggiormente il ruolo di principio unificatore: tra diverse azioni, gesti e oggetti egli ritrova lentamente quel significato che a mano a mano gli si fa manifesto. E non a caso allo spettatore di “Pensiero-Azione-Destino” viene lasciato un cartiglio con un messaggio simbolico da decifrare, che lo accompagnerà nel suo percorso futuro come un auspicio.

Le performance della Zadi sono costituire da gesti semplici e fortemente simbolici. Riscopriamo in “Pensiero-Azione-Destino” il legame fondamentale tra uomo e natura, e quello più specifico tra arte e vita. Ogni azione pensata e poi realizzata si risolve nel destino che in quell'azione era già presente in nuce. Un'azione rigenerativa agricola come il taglio del ramo di un albero viene qui riproposta in arte e personificata dal taglio di una ciocca di capelli dell'artista. La donna si fa albero e nuovo inizio in quella parte di sé che muore per dar origine a nuova vita, in un percorso in cui, per arrivare alla gioia, si passa necessariamente dal dolore. E il pubblico viene teatralmente, ritualmente e catarticamente reso partecipe del processo. 

Non a caso i colori usati negli abiti della Zadi sono i fondamentali in ogni fase generativa: il verde vegetale, da cui la performance ha inizio, il bianco, il rosso e il nero. Il taglio è simboleggiato dal rosso del sangue, la nuova vita dal chiaro dell'acqua che purifica e rigenera. La nera terra che accoglie sia il ramo sia la ciocca di capelli sepolti si fa tomba e terreno di semina insieme, siglando un patto tra la fine e l'inizio, la morte e la vita.

 

          

ELISA ZADI esordisce nel 2005 con una serie di autoritratti che si riveleranno indagine introspettiva a lei necessaria e che permarrà come uno dei temi centrali della sua ricerca. Dal 2008 il suo interesse si concentra sulla figura umana, soprattutto femminile, indagata con una cruda e introspettiva frontalità: questo origina dei lavori pittorici che si esprimono in polittici. I soggetti si compongono in una narrazione ritmata e concettuale, che si intensifica nel 2013/14 con alcune serie pittorico-installative di grande formato, che ricostruiscono attraverso la frammentarietà della tela uno spaccato di esistenzialità quotidiana. Dal 2015 la figura umana diventa simulacro della sua essenza, attraverso opere-vestiti che rivelano una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini abbracciando varie discipline e dando così vita a installazioni interattive e performative.

Numerosissime le personali e le collettive; fra le ultime partecipazioni ricordiamo: nel 2017 STàMNOS – live performance, In the Tower, Arte Fiera Bologna e Art City White Night, a cura di Marco Palamidessi, Torre degli Asinelli, Bologna. Nel 2016 CARA ENFANTA, installazione interattiva, a cura di Marco Palamidessi, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; galleria Paola Raffo Arte Contemporanea, Pietrasanta. CALEIDOSCOPIC DRESS, a cura di Bau-contenitore di cultura contemporanea, GAMC Galleria per l'Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani, Viareggio, Lucca. VITAMINE-tavolette energetiche, a cura di Carlo Palli e Laura Monaldi, Museo Novecento Firenze; GAMEC La Spezia; MART Rovereto.

Fra i premi recenti si ricordano: vincitrice Premio-Residenza MadreTerra 2015, Castello Aragonese, Pizzo; Selezione semifinalisti Premio Internazionale Arte 2015; Vincitrice Premio Internazionale Limen Arte 2014 VI edizione, sezione giovani artisti italiani e stranieri, menzione speciale, Palazzo Comunale E. Gagliardi, Vibo Valentia; Selezione Premio Internazionale Combat, Museo Giovanni Fattori, Livorno; Vincitrice Premio Felice Casorati 2008, Premio Provincia di Torino, VI Biennale Internazionale di Pittura, Pavarolo Torino; Facultad de Bellas Artes di Barcellona.

Fra le ultime pubblicazioni si ricordano Il corpo solitario-vol.2, di Giorgio Bonomi, Edizione Il Rubettino, Catanzaro; Il Catalogo dell’Arte Moderna n° 50 e 51 edito da Giorgio Mondadori, Milano; L'arto fantasma, a cura di Enrico Crispolti e Marco Tonelli, Fondazione Sergio Vacchi, Protagon Editore, Siena.
 
 
 
 
 
Enti promotori: Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontassieve. Con la collaborazione di: MultiMedia91, Archivio della Voce dei Poeti, Morgana Edizioni, Area N.O., FIDAPA Firenze, MILANOCOSA, Agricult Firenze, Collettivo SUPERAZIONE, Kunstbalkon Kassel.
 
 
 
 


http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=3294





GENESI DI UNA PERFORMANCE
parte 1

costumi di scena:
ideazione, cartamodello, confezione




La semplicità e la vestibilità sono stati gli elementi su cui mi sono orientata per la definizione del modello per "Pensiero-Azione-Destino". Un vestito di stoffa leggera che possa piombare bene, agevolare i movimenti e facilitare il cambio degli abiti durante la performance. Sono partita da un tessuto di mussola di cotone bianco e ho aggiunto delle varianti di stoffa riciclando una vecchia tenda. Sono 3 le varianti proposte sullo stesso modello; ad ogni abito saranno dedicate delle azioni precise; ad ogni abito sarà dedicato un colore-simbolo differente.



 
 
 

 

20/04/17

Col/Azione sull'erba






ELISA ZADI
Prima Viola


"Mangia la prima viola che vedi", “esprimi un desiderio” diceva la nonna. Forse per buon auspicio nei confronti di una nuova stagione ma sicuramente, compiendo tale gesto, fra noi e il fiore mangiato avviene una sorta di strana metamorfosi:  incorporando il fiore diventiamo una cosa sola, un'altra cosa, la stessa cosa altra. Il corpo umano e il fiore si uniscono partecipando simbolicamente al miracolo della primavera. “Prima Viola” vuole rinnovare questa memoria popolare e creare una sorta di rituale interattivo-partecipativo in cui la gestualità diventa iniziatica e propiziatoria.


Ph Marco Palamidessi a Giovanna Sparapani




 Elisa Zadi esordisce nel 2005 con una serie di autoritratti che si riveleranno indagine introspettiva a lei necessaria e che permarrà come uno dei temi centrali della sua ricerca. Dal 2008 il suo interesse si concentra sulla figura umana, soprattutto femminile, indagata con una cruda e introspettiva frontalità: questo origina dei lavori pittorici che si esprimono in polittici; i soggetti si compongono in una narrazione ritmata e concettuale, che si intensifica nel 2013/14 con delle serie pittorico-installative di grande formato, che ricostruiscono attraverso la frammentarietà della tela uno spaccato di esistenzialità quotidiana. Dal 2015 la figura umana diventa simulacro della sua essenza attraverso opere-vestiti, che rivelano una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini abbracciando varie discipline, dando così vita a installazioni interattive e performative.











http://aparteprato.blogspot.it/2017/04/colazione-sullerba.html

https://www.evensi.it/colazione-sullerba-performance-al-bosco-darte-acpst/208166736

https://www.eventa.it/eventi/greve/col-azione-sullerba-performance-al-bosco-darte

http://www.acpst.it/acpst-news/colazione-sullerba-performance-al-bosco-darte

http://www.cagliariartmagazine.it/colazione-sullerba/

http://www.sardegnanews.info/2017/04/19/colazione-sullerba/

https://www.sowhere.it/DettaglioEvento/1517674-colazione-sullerba---performance-al-b


05/04/17

Locura/Follia








La mostra che inaugura venerdì 24 marzo alle ore 18, resterà visibile al pubblico fino a sabato 9 aprile 2017 presso la Sala Campolmi della Biblioteca Lazzerini di Prato nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 20.00; domenica dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Ingresso libero. La mostra gode del patrocinio del Comune di Prato e del Giardino Colgante.

 Trentadue artisti partecipano con opere di scultura, pittura e fotografia, indagando il tema complesso e poliedrico della FOLLIA. Fra le opere di maggior rilievo troviamo quelle di Resmi Al Kafaji, Luca De Silva, Rudy Pulcinelli ed Elisa Zadi che indagano il tema in modo del tutto originale. Durante la serata d'inaugurazione ci saranno le performance dell'attrice Marion d'Amburgo, che farà un reading teatrale del Don Chisciotte e di Murat Onol che affronterà la follia come perdita di contatto con la realtà e come forma di alienazione mentale. 
L'evento curato da Laura Gensini prevede l'edizione di 72 cataloghi originali numerati opera di Gustavo Mestre.


 







 

25/02/17

VADEMECUM





ELISA ZADI
"VADEMECUM - pittura come ricerca del sé"
a cura di Laura Monaldi e Marco Palamidessi

La sede espositiva de "Il Borghetto" di Bagnolo a Montemurlo di Prato, ospiterà la mostra personale di Elisa Zadi "Vademecum - pittura come ricerca del sé". Località di pregievole qualità storica, naturalistica e paesaggistica oltre che artistica, sempre più nota per ospitare eventi anche di rilievo nazionale, la mostra aprirà al pubblico sabato 4 marzo alle ore 17:00 e prevederà ana presentazione critica di Laura Monaldi e Marco Palamidessi.

In questa esposizione l’artista intende presentare una serie di opere rigorosamente selezionate dalla sua produzione, sintesi antologica del suo lavoro pluriennale. Una mostra interessante, che offrirà la preziosa occasione di ammirare sia opere già conosciute che lavori assolutamente inediti.  
Un modo per approcciarsi, naturalmente, al pensiero della pittrice come al suo modus operandi. L’arte per Elisa Zadi rappresenta la conferma suprema del proprio esserci, di uno stare fissa al centro del suo mondo, un mondo costruito giorno dopo giorno e da cui trarre gli affinati strumenti per dar vita alle sue tele, costituenti quel Vademecum tanto introspettivo quanto esteriore e tangibile, da cui per lei è impossibile separarsi.
Impossibile in quanto la Vita e l’Arte sono un indivisibile tutt’uno: per questo la Zadi intende la “pittura come ricerca del sé”, un divenire che si forma con la propria esistenza e le proprie esperienze. La pittura è infatti la più efficace e sorprendente ricerca delle molteplici fisionomie interiori: è l’espressione di un’analisi acuta che sa addentrarsi nei meandri più profondi della sua psiche, rendendola sempre più forte, a totale e intensa conferma della sua esistenza.
Elisa cerca instancabilmente se stessa per ritrovarsi, per conoscersi, per capirsi e sapersi viva nel mondo, al centro del privato quotidiano, rincorrendo costantemente all’interno delle sue opere come immagine da reiterarsi all'infinito, in ogni sfumatura, in ogni cambiamento lieve o sostanziale, per affermare inderogabilmente il proprio io, per sapere fino in fondo cosa sta succedendo intorno e dentro di sé.
Il suo temperamento artistico, lirico in quanto rivolto all’introspezione tramite la rivelante fisicità della figura umana, si pone da sempre l’ardito scopo dell’analisi emozionale della realtà, fatta non solo di grandi accadimenti, ma di tutti quegli eventi minimi, eterni nella loro fugacità, che ogni giorno riempiono ogni piega dell’esistenza e che spesso possono essere scovati in piccoli particolari di un viso, come uno sguardo melanconico o un triste sorriso. Da anni ormai l’artista indaga il proprio io attraverso dipinti in cui si autoritrae intensamente: il volto è per lei un paesaggio che, nella volontà di conoscersi nel profondo, ha bisogno di un’esplorazione costante e di continue incursioni conoscitive; il corpo è il territorio degli avvenimenti dello spirito, schermo epidermico sul quale si proiettano, mosse da spinte sotterranee, le proprie fisionomie interiori, epifanie di emozioni talvolta crude, che si traducono in visioni potenti, a tratti senza via di scampo, perché manifestano l’ascesa diretta o la tortuosa salita che le pulsioni interiori intraprendono per venire alla luce. Il suo è un dipingersi per toccarsi, per sapersi, per smuovere sentimenti che hanno nel corpo, unica e vera geografia dell’anima, l’epicentro della loro venuta al mondo.
Accanto a una serie di selezionati autoritratti, tutti provenienti da quella che può definirsi una personalissima enciclopedia dell’autorappresentazione, genere con cui l’artista ha felicemente esordito nel 2005 e che si rivelerà nel tempo necessaria e permanente indagine psicologica, nonchè uno dei temi centrali della sua ricerca, verranno presentati lavori dove si concentra e manifesta la figura umana, soprattutto quella femminile, immagine la cui realtà non nega di farsi simbolo interiore, carica di valenze e resa manifesta da una cruda e introspettiva frontalità. Questo origina dei lavori pittorici suddivisi in polittici anche di grande formato, presenti nell’esposizione, dove i soggetti e le tematiche si realizzano pienamente in una narrazione ritmata e concettuale, dove è proprio la frammentarietà della tela a rendere ancor più vivido lo spaccato di esistenzialità quotidiana, altro cardine irrinunciabile del mondo di Elisa Zadi.
“Fra analisi introspettive, apparenze interiori e poetiche adamitiche” – scrive Laura Monaldi – “Elisa Zadi ci conduce in un viaggio estetico alla scoperta di un luogo d’indagine – la tela – in cui lo sguardo estatico dell’Arte procede oltre il normale sentire quotidiano, ossia verso gli orizzonti sconfinati dell’espressione e del sentimento, in quanto partecipazione al mondo e al presente”.
Non mancano poi le opere, tutte appartenenti al recentissimo periodo, dove si fa ancor più esplicito il bisogno della pittura di valicare i limiti tradizionali, di farsi pura tridimensionalità, di essere non soltanto la sua pelle, l’epidermide di se stessa, ma anche il mezzo per comunicarsi al mondo, per essere parte di un universo sincretico dove il suo io si proietta al mondo con la prorompenza misterica dell'anima, in cui la figura umana diviene simulacro della sua stessa essenza, per mezzo di opere-vestito che rivelano
una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini all’infinitezza del cosmo abbracciando varie discipline, non ultima la scultura e l’installazione ambientale e interattiva, dove il connubio tra l’io e il mondo prende forma e compiutezza.
La mostra sarà visibile  dal 4 al 12 marzo 2017. Apertura sabato e domenica dalle 16:30 alle 18:30 e su appuntamento chiamando 3473860653 o 3394827291. Ingresso libero.
Si ringrazia il Comune di Montemurlo, Cinzio Cavallarin e l'Associazione Culturale Multimedia91.




Elisa Zadi esordisce nel 2005 con una serie di autoritratti che si riveleranno indagine introspettiva a lei necessaria e che permarrà come uno dei temi centrali della sua ricerca. Dal 2008 il suo interesse si concentra sulla figura umana, soprattutto femminile, indagata con una cruda e introspettiva frontalità: questo origina dei lavori pittorici che si esprimono in polittici; i soggetti si compongono in una narrazione ritmata e concettuale, che si intensifica nel 2013/14 con delle serie pittorico-installative di grande formato, che ricostruiscono attraverso la frammentarietà della tela uno spaccato di esistenzialità quotidiana. Dal 2015 la figura umana diventa simulacro della sua essenza attraverso opere-vestiti che rivelano una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini abbracciando varie discipline dando vita a installazioni interattive e performative.
 
Elisa Zadi è nata ad Arezzo. Nel 1996 si diploma come Maestro d’Arte e nel 1998 ottiene con il massimo dei voti la Maturità d’Arte Applica in Moda e Costume Teatrale presso l’Istituto Statale d’Arte Piero della Francesca di Arezzo. Nel 2007 si diploma con lode in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze; dal 2007 al 2009 lavora nella stessa cattedra come “Assistente Tecnico di Laboratorio”. Nel 2009 si abilita all’insegnamento delle Discipline Pittoriche tenendo attualmente la cattedra presso il Liceo Artistico Porta Romana di Firenze. Nel 2010 ottiene con lode il Master di II° livello in “Architettura e Arti Sacre” presso l’Università Europea di Roma. Attualmente vive e lavora a Firenze.


http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=166354

http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2017/03/vademecum-pittura-come-ricerca-del-se.html

http://www.comune.montemurlo.po.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_1553_12_1.html

http://www.comune.montemurlo.po.it/archivio6_eventi-in-agenda_0_247_12_1.html

http://www.reportpistoia.com/prato-provincia/item/45788-vademecum-elisa-zadi-espone-al-borghetto.html

http://met.cittametropolitana.fi.it/news.aspx?n=238620 

http://www.centopercentoeventi.com/articolo-9767-montemurlo-mostra-vademecum-prato 

http://www.linealibera.info/montemurlo-vademecum-pittura-come-ricerca-del-se/ 

https://allevents.in/provincia%20di%20prato/vademecum-pittura-come-ricerca-del-s%C3%A9/1742942286020119# 

http://www.chioscoeventi.com/montemurlo/vademecum-pittura-come-ricerca-del-se/259683 

https://www.toscanarte.it/?view=notizie&Cat=inaugurazioni&See=1943-vademecum-pittura-come-ricerca-del-se 

https://liberacronaca2.wordpress.com/2017/03/02/nuovo-blog-liberacronaca2-da-italia-bene-comune-di-pochi-n-2079-del-2-e-3-marzo-2017/




27 febbraio 2017 di Andrea Balli

Al “Borghetto” la mostra di Elisa Zadi curata da Laura Monaldi e Marco Palamidessi


MONTEMURLO. La sede espositiva de “Il Borghetto” di Bagnolo a Montemurlo di Prato, ospiterà la nuova mostra personale di Elisa Zadi Vademecum, pittura come ricerca del sé.
Località di pregevole qualità storica, naturale e paesaggistica oltre che artistica, sempre più nota per ospitare eventi anche di rilievo nazionale, la mostra aprirà al pubblico sabato 4 marzo alle ore 17:00 e prevederà una presentazione critica di Laura Monaldi e Marco Palamidessi.
In questa esposizione l’artista intende presentare una serie di opere rigorosamente selezionate dalla sua produzione, sintesi antologica del suo lavoro pluriennale. Una mostra interessante, che offrirà la preziosa occasione di ammirare sia opere già conosciute che lavori assolutamente inediti.
Un modo per approcciarsi, naturalmente, al pensiero della pittrice come al suo modus operandi. L’arte per Elisa Zadi rappresenta la conferma suprema del proprio esserci, di uno stare fissa al centro del suo mondo, un mondo costruito giorno dopo giorno e da cui trarre gli affinati strumenti per dar vita alle sue tele, costituenti quel Vademecum tanto introspettivo quanto esteriore e tangibile, da cui per lei è impossibile separarsi.

Impossibile in quanto la Vita e l’Arte sono un indivisibile tutt’uno: per questo la Zadi intende la pittura come ricerca del sé, un divenire che si forma con la propria esistenza e le proprie esperienze.
La pittura è infatti la più efficace e sorprendente ricerca delle molteplici fisionomie interiori: è l’espressione di un’analisi acuta che sa addentrarsi nei meandri più profondi della sua psiche, rendendola sempre più forte, a totale e intensa conferma della sua esistenza.
Elisa cerca instancabilmente se stessa per ritrovarsi, per conoscersi, per capirsi e sapersi viva nel mondo, al centro del privato quotidiano, rincorrendo costantemente all’interno delle sue opere come immagine da reiterarsi all’infinito, in ogni sfumatura, in ogni cambiamento lieve o sostanziale, per affermare inderogabilmente il proprio io, per sapere fino in fondo cosa sta succedendo intorno e dentro di sé.
Il suo temperamento artistico, lirico in quanto rivolto all’introspezione tramite la rivelante fisicità della figura umana, si pone da sempre l’ardito scopo dell’analisi emozionale della realtà, fatta non solo di grandi accadimenti, ma di tutti quegli eventi minimi, eterni nella loro fugacità, che ogni giorno riempiono ogni piega dell’esistenza e che spesso possono essere scovati in piccoli particolari di un viso, come uno sguardo melanconico o un triste sorriso.
Da anni ormai l’artista indaga il proprio io attraverso dipinti in cui si autoritrae intensamente: il volto è per lei un paesaggio che, nella volontà di conoscersi nel profondo, ha bisogno di un’esplorazione costante e di continue incursioni conoscitive; il corpo è il territorio degli avvenimenti dello spirito, schermo epidermico sul quale si proiettano, mosse da spinte sotterranee, le proprie fisionomie interiori, epifanie di emozioni talvolta crude, che si traducono in visioni potenti, a tratti senza via di scampo, perché manifestano l’ascesa diretta o la tortuosa salita che le pulsioni interiori intraprendono per venire alla luce. Il suo è un dipingersi per toccarsi, per sapersi, per smuovere sentimenti che hanno nel corpo, unica e vera geografia dell’anima, l’epicentro della loro venuta al mondo.



Accanto a una serie di selezionati autoritratti, tutti provenienti da quella che può definirsi una personalissima enciclopedia dell’autorappresentazione, genere con cui l’artista ha felicemente esordito nel 2005 e che si rivelerà nel tempo necessaria e permanente indagine psicologica, nonchè uno dei temi centrali della sua ricerca, verranno presentati lavori dove si concentra e manifesta la figura umana, soprattutto quella femminile, immagine la cui realtà non nega di farsi simbolo interiore, carica di valenze e resa manifesta da una cruda e introspettiva frontalità.
Questo origina dei lavori pittorici suddivisi in polittici anche di grande formato, presenti nell’esposizione, dove i soggetti e le tematiche si realizzano pienamente in una narrazione ritmata e concettuale, dove è proprio la frammentarietà della tela a rendere ancor più vivido lo spaccato di esistenzialità quotidiana, altro cardine irrinunciabile del mondo di Elisa Zadi.
“Fra analisi introspettive, apparenze interiori e poetiche adamitiche – scrive Laura Monaldi – Elisa Zadi ci conduce in un viaggio estetico alla scoperta di un luogo d’indagine – la tela – in cui lo sguardo estatico dell’Arte procede oltre il normale sentire quotidiano, ossia verso gli orizzonti sconfinati dell’espressione e del sentimento, in quanto partecipazione al mondo e al presente”.
Non mancano poi le opere, tutte appartenenti al recentissimo periodo, dove si fa ancor più esplicito il bisogno della pittura di valicare i limiti tradizionali, di farsi pura tridimensionalità, di essere non soltanto la sua pelle, l’epidermide di se stessa, ma anche il mezzo per comunicarsi al mondo, per essere parte di un universo sincretico dove il suo io si proietta al mondo con la prorompenza misterica dell’anima, in cui la figura umana diviene simulacro della sua stessa essenza, per mezzo di opere-vestito che rivelano una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini all’infinitezza del cosmo abbracciando varie discipline, non ultima la scultura e l’installazione ambientale e interattiva, dove il connubio tra l’io e il mondo prende forma e compiutezza.
La mostra sarà visitabile dal 4 al 12 marzo 2017. Apertura mostra sabato e domenica dalle 16:30 alle 18:30 e su appuntamento chiamando 3473860653 o 3394827291. Ingresso libero.


 Martedì, 28 febbraio 2017

"Vademecum", Elisa Zadi espone al Borghetto


 MONTEMURLO - Nuovo appuntamento con l'arte al Centro espositivo “Il Borghetto”.
Sabato 4 marzo alle ore 17 s'inaugura “Vademecum, la pittura come ricerca del sé”, la mostra di Elisa Zadi, curata da Cinzio Cavallarin, con la presentazione critica di Laura Monaldi e Marco Palamidessi e il patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune di Montemurlo.
L' esposizione, che rimarrà aperta fino al 12 marzo, è una sintesi antologica del lavoro pluriennale di Elisa Zadi, con opere scelte appositamente dall'artista, tra lavori già noti e alcuni inediti. La pittura per Elisa Zadi è “ricerca del sé”, un divenire che si forma con la propria esistenza e le proprie esperienze: è l’espressione di un’analisi acuta che sa addentrarsi nei meandri più profondi della sua psiche. La Zadi, 35 anni originaria di Arezzo ma fiorentina d'adozione dove insegna al liceo artistico di Porta Romana, cerca instancabilmente se stessa per ritrovarsi, per conoscersi, per capirsi e sapersi viva nel mondo.
Il suo temperamento artistico si pone da sempre lo scopo dell’analisi emozionale della realtà, fatta non solo di grandi accadimenti, ma di tutti quegli eventi minimi, che ogni giorno riempiono ogni piega dell’esistenza e che spesso possono essere scovati in piccoli particolari di un viso, come uno sguardo melanconico o un triste sorriso.
Da anni ormai l’artista indaga il proprio io attraverso dipinti in cui si autoritrae intensamente: il volto è per lei un paesaggio che, nella volontà di conoscersi nel profondo, ha bisogno di un’esplorazione costante e di continue incursioni conoscitive. Il corpo è il territorio degli avvenimenti dello spirito, schermo epidermico sul quale si proiettano, mosse da spinte sotterranee, le proprie fisionomie interiori. Il suo è un dipingersi per toccarsi, per sapersi, per smuovere sentimenti che hanno nel corpo, unica e vera geografia dell’anima, l’epicentro della loro venuta al mondo.
Accanto a una serie di selezionati autoritratti, tutti provenienti da quella che può definirsi una personalissima enciclopedia dell’ auto-rappresentazione, genere con cui l’artista ha felicemente esordito nel 2005, verranno presentati lavori dove si concentra e manifesta la figura umana, soprattutto quella femminile, immagine la cui realtà non nega di farsi simbolo interiore, carica di valenze. Questo origina dei lavori pittorici suddivisi in polittici anche di grande formato, presenti nell’esposizione, dove i soggetti e le tematiche si realizzano pienamente in una narrazione ritmata e concettuale.

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